martedì 23 marzo 2010

UNDEROATH:DEFINE THE GREAT LINE



Questa e' proprio difficile per me.
Partendo dal fatto che l'emo per me e' il cancro della musica moderna mi sono fatto trascinare da un mio amico in questo ascolto.
Li avevo sentiti un po' di tempo fa e facevano cagare cioe' canzoni anonime con il classico urlato e poi melodico e poi urlato e poi melodico etc..pero' avevo notato una grande potenzialita' poiche' pochi cazzi sanno suonare...
in questo cd invece finalmente lasciano da parte la maggiorparte delle classiche ciufferie e compongono uno dei pochi dischi apprezzabili del genere.
Le canzoni sono molto piu' tendenti al post core e al noise e la produzione e' superpompata..la registrazione e' perfetta infatti sono subito andato a cercare qualche video live e cazzoo sanno proprio suonare..
La voce urlata e' piacevole e molto tecnica il melodico (piu' raro che in passato)e' molto particolare ma anche qui siamo su alti livelli compositivi.
La grafica e' molto curata e togliendo la loro emita' sono diventati un gran gruppo.
Certo le radici purtroppo ritornano e rendono qualche pezzo qua e la' un po' piagnone ma allo stesso tempo regalano momenti di ottima fattura.
Alla fine della fiera questo e' un ottimo lavoro che va oltre le cazzate commerciali che circondano la scena ciuffica.
L'unica grande pecca sono i testi..sono circondati da una cristianita' al limite del bigottismo che mi fa' un po' venire l'orticaria e su questo non transigo..

Alla fine ammetto che sono stati una gradita sorpresa.

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