domenica 7 marzo 2010

AGORAPHOBIC NOSEBLEED: ALTERED STATE OF AMERICA



Questa sara' la recensione piu' corta del secolo.
Gli AGORAPHOBIC fanno grind e quindi c'e' poco da dire il grind e' il grind poi se ci aggiungi il fatto che in media le canzoni durano massimo 20 secondi e ce ne sono 99 avete gia' capito di che tipo di cd stiamo parlando...Tanto interessante e divertente quanto alla lunga completamente inutile.
ADIOS

sabato 6 marzo 2010

ULVER:NATTENS MADRIGAL



Eccoci giunti alla seconda recensione di un gruppo fenomenale gli ULVER.
Stasera vi presento il loro terzo disco uscito nel ormai lontano 97 come pochi sapranno ulver e' la parola norvegese per lupo e come recita il retro del cd NATTENS MADRIGAL : il madrigale della notte 8 inni al lupo che giace nell'uomo.
E cosi' e'......questo lavoro e' composto da otto inni black metal dedicati alla binomia uomo natura e al nostro lato piu' oscuro otto tracce che sanno di foresta di natura piu' incontaminata e di oscurita'.
Come sempre l'elemento naturale e' presente in grande abbondanza portando l'ascoltatore a contatto diretto con il proprio lato piu' selvaggio e istintivo.
Non mancano momenti quasi folkeggianti non per l'uso di strumenti tradizionali ma proprio per l'atmosfera rurale che la musica suggerisce ad ogni ascolto.
Questo disco ha segnato la fine degli ulver black metal ed e' un punto fondamentale nella storia del gruppo stesso il quale portera' l'ensemble su mondi di elettronica e ambient etereo.
La loro musica e' come un vento antico che gentilmente accarezza le foglie e allo stesso tempo crea bufere di neve distruttive tra blast beats e momenti di riflessione queste 8 canzoni sono l'essenza del legame di sangue tra uomo e natura legame che ormai abbiamo voluto dimenticare a favore di cazzate inutili.
Questo monumento e' una pietra miliare per ogni blackster e' un viaggio obbligatorio per tutti quelli che come me coltivano a testa alta la fiamma nera.

AMEN

venerdì 5 marzo 2010

BURZUM: BELUS



Dopo 16 anni di prigione torna in liberta' varg vikernes ed e' putiferio.
Non che in questi anni non si sia parlato di lui,ANZI!,pero' la notiziona e' che e' tornato alle sue sonorita' primordiali il black metal.
Ovviamente dietro le sbarre non ha potuto far altro che comporre album elettronici e ambient poiche' gli e' stato permesso solo l'uso di una tastiera e pur essendo album apprezzabilissimi il suo ritorno alle radici non puo' che essere un regalone.
Questo belus doveva chiamarsi tradotto dal norvegese il dio bianco...secondo voi che e' successo? l'hanno accusato di essere razzista ma per chi non lo sapesse capito il dio bianco e' una divinita' nordica dalla pelle pallidissima per gli anni passati negli inferi.In molte culture viene chiamato apollo in norvegese dauldri o qualcosa del genere e nell'europa dell' est viene nominato come belus.Quindi in sostanza ha fregato tutti.
Cazzate a parte dopo cosi' tanto tempo non si sa mai cosa aspettarsi da un musicista o da un ritorno sulle scene e il piu' delle volte una attesa spasmodica ha come unica risultante una tremenda delusione ma grazie a dio burzum e' l'eccezione che conferma la regola.
Le 8 tracce che compongono il lavoro sono fredde gemme black dall'inizio alla fine questo disco stupisce e se posso permettermi e' un capolavoro inaspettato.
Ormai di belle uscite ce ne sono poche in questo genere che e' il piu' prolifico al mondo ma tra una cazzata e l'altra qualcosa di buono esce.Questo belus invece va ben oltre la normalita' e riesce a riportare quella atmosfera e quella passione presente nei primi dischi del nero metallo all'inizio degli anni 90.
Canzoni di questo calibro non si sentivano da transylvanian hunger dei darkthrone o da de mysterris dom satanas dei mayhem.Sembra veramente di fare un salto nel passato di almeno 16 anni per tutta la durata del platter alternando momenti riflessivi ed atmosferici a momenti di fredda e nordica bufera sonora.
Se siete almeno un minimo interessati al black questo e' l'unico cd da comprare.Se siete fortunati fatevi vostro allo stesso prezzo il doppio lp in edizione limitata di 2000 copie..sapendo come vanno queste cose tra 5 anni varra' 100 volte tanto.

BACI PERUGINA E PALATE DI NEVE SULLE GENGIVE

giovedì 4 marzo 2010

DIRTY TREE: SHE HAS NO STRINGS APOLLO



I dirty tree sono per me una creatura un po' nebulosa...
Adorando con tutto me stesso nick cave e i suoi bad seeds e assolutamente idolatrando warren ellis (il violinista pazzo) non potevo non imbattermi nei dirty tree.
Molti li considerano un progetto laterale ai bad seeds solo per la presenza di ellis ma di laterale hanno ben poco.Formati nel 93 a Melbourne hanno inciso 7 album e stasera vi presento il penultimo lavoro uscito nel 2003.
Questo gruppo va preso con le pinze perche' letteralmente spaziano in ogni direzione musicale raggiungendo l'essenza stessa della parola sperimentazione.Al cospetto di cotanta generosita' creativa non posso che rimanere sbalordito e sentirmi una piccola caccola musicale perche' seriamente non si puo' concepire come ellis sia in grado di essere cosi' geniale in tutto cio' che tocca.E' il re mida della musica davvero.
Nessuna nota in questo disco e' banale,si,puo' essere visto come un lavoro a volte noiseggiante e intricato ma e' formato da canzoni di una eleganza indescrivibile,una eleganza,guidata da una vena schizofrenica e geniale che porta il lavoro ad essere non un agglomerato di melodie sconclusionate ma un entita' vivente e pensante.
Magari sto esagerando a scrivere frasi intricate e criptiche ma e' assai difficile esprimere un giudizio sui dirty tree ed e' ancora piu' difficile cercare di spiegare a parole un disco del genere.
In conclusione se siete di mentalita' aperta vi consiglio di darci una ascoltata se invece avete bisogno di essere abituati a piccole dosi indirizzatevi sui lavori centrali di nick cave e illustri soci.

CHETAMINA E MUFFIN

mercoledì 3 marzo 2010

THE DAMNED:PHANTASMAGORIA



Essendo nato nell'82 molta ottima musica non me la sono potuta vivere in prima persona.
Ho dei flashback musicali storici come qualcosa dei queen e final countdown degli europe ma purtroppo il punk me lo sono perso finche' io casualmente a 12 anni ci sono caduto dentro e come il metal mi ha travolto.
Nell'85 i damned avevano gia'pubblicato 5 album tutti di ottima fattura attraverso i quali nascendo dal punk classico sono via via diventati sempre piu' oscuri incorporando elementi estranei all'esercito dei crestati.......il dark.
Phantasmagoria e' il culmine di questa loro evoluzione piu' avanti torneranno al punk con grave disorder diventando degli ottimi "cloni" degli immensi misfits ma qui il punk e il dark anni 80 fanno l'amore come non si era mai visto.
Ogni canzone e' un mix equilibratissimo delle due componenti risultando ne' troppo pacchiano e "finto" ne' troppo grezzo e rumoroso.Tracce come Shadow of love e Grimly fiendish ne sono l'esempio lampante grandi melodie oscure quanto basta con una buona dose di arrangiamenti elettronici e tastieristici ma costruiti sempre con quel gusto scanzonato e semplicemente melodico del punk.
Questo lavoro e' stato ovviamente criticato dai punkettoni e credo che non sia stato molto apprezzato dai darkettoni ma contando che era l'85 dopo piu' di vent'anni ogni singola canzone regge ogni barriera temporale risultando ancora odierna ed innovativa.
Poi contando che questi spaccavano tutto mentre io ancora mi cagavo addosso e giocavo al massimo con gli exogini ai miei occhi questo album e' importante che dite?
Secondo me una ascoltatina e' di obbligo e credo che possa essere una gradita scoperta.

BORCHIE E LAPIDI

martedì 2 marzo 2010

THE FALL OF TROY: DOPPELGANGER



I F.O.T. sono un trio di washington e fanno un casino come se fossero in trenta.
Sanno tutti suonare benissimo e le canzoni sono intricatissime e supernoiseggianti spezzate da dei melodici intermezzi molto orecchiabili.
Adesso prendete tutto quello che ho scritto e buttatelo nel cesso perche' questa e' la prima impressione e vi giuro che gia' dal secondo ascolto questo disco e' assolutamente inutile.
Io apprezzo molti gruppi noise ma nel bene o nel male in questo genere c'e' una componente fissa che li accomuna tutti : i temi trattati.
Possono spaziare dalla religione alla filosofia e arrivare addirittura ad un approccio tipico dello stream of consciusness (tipo converge) ma in ogni caso si capisce che questi gruppi non fanno "rumore" ma creano universi con un senso piu' interiore slegato completamente dalle formule classiche della musica tradizionale.
Invece questi FALL hanno tutte le carte tecniche in regola per suonare dell'ottimo noise ultraspezzato e particolare pero' quando li si ascolta si capisce che questi non hanno proprio un cazzo da dire anzi spesso si pensa che siano li' solo per far vedere quanto sono bravi.
Poi anche la formula urlato-melodico tipico dell'emo piu' odierno ha rotto i coglioni infatti sembrano un gruppo a caso dell'esercito dei ciuffati che viene messo su da un dj in acido e velocizzato a mille.
Per suonare suonano ,noise e' noise ma veramente non ti rimane niente e questo forse in un disco e' la cosa piu' importante.
AMEN

lunedì 1 marzo 2010

SEED 'N FEED: MODULO 25



i seed 'n feed sono storici nel panorama italiano sono attivi dal 94 e hanno sfornato una canzone piu' bella dell'altra.Questo disco originariamente uscito nel 2004 e' stato ristampato l'anno successivo per l'enorme successo meritato e sentendolo 6 anni dopo le emozioni sono le stesse.
Le canzoni sono la perfezione sotto ogni punto di vista...sono suonate magistralmente composte meglio e cantate in un modo che e' impossibile da spiegare.Lorenzo,come ho scritto nella precedente recensione,e' il miglior cantante italiano nella scena punk e lo e' dal 94 la sua voce riesce a farti sognare ad occhi aperti e le liriche non sono mai banali anzi riescono sempre ad essere un ulteriore punto di forza del gruppo.
Una citazione particolare va alla ultima e bellissima canzone dal titolo "stella cecilia" con la quale i seed concludono un disco praticamente perfetto dove durante le 13 tracce molte emozioni travolgono l'ascoltatore e dove la parola noia non e' contemplata.
Se ovviamente sentendoli vi innamorerete di loro e la loro discografia non e' abbastanza ascoltate anche il loro gruppo parallelo gli INDIGO nome diverso ma risultato e' lo stesso.capolavoro!